L'ANTICO BORGO DI CELLERE, situato nel cuore della Maremma laziale, si aggrappa ad uno sperone di roccia tufacea ed è circondato da campagne e colline, in un paesaggio incantato e profondamente segnato dai solchi dei fossi che lo fiancheggiano. Il paese, tagliato a metà dalla strada principale così come usava un tempo, offre singolari visioni panoramiche della Valle del Timone. Singolare anche l'origine del nome: deriva da "Cerere" Dea delle Messi, a sottolineare la ricchezza del luogo. Secondo altre interpretazioni, esso ha origini ancora più antiche e sarebbe un retaggio del periodo etrusco: deriverebbe da "celle", e cioè magazzini. Sembra infatti che in quell'epoca, il luogo venisse utilizzato come granaio di Vulci, così come dimostrerebbe il ritrovamento di molteplici pozzi utilizzati per conservare grano, biada ed altro. Anche qui agli Etruschi subentrarono Romani, che hanno lasciato segni indelebili della loro permanenza: sono state rinvenute in questa zona numerose tombe rupestri risalenti a questo periodo. Solo a partire da secolo XI Cellere diventa una vera e propria cittadina, con una ROCCA e una discreta fortificazione in grado di scoraggiare le invasioni dei Barbari e dei Longobardi. Negli anni seguenti toccò a Cellere la medesima sorte dei paesi circostanti, e fu sconvolta e straziata dalle continue lotte tra famiglie rivali lo scopo di ottenere una rivalsa contro la Chiesa. Solo con i Farnese si raggiunse una certa distensione che permise al paese di vivere una nuova vita, che si concretizzò anche in una grande opera di ristrutturazione urbanistica ed architettonica. Anche Cellere venne annessa al Ducato di Castro ma al momento della sua distruzione, anche a causa dei numerosi debiti che i Farnese avevano contratto, la cittadina piombò nel più totale abbandono per rifiorire dopo poco grazie alla benevolenza della Santa Sede. Nel 1788 la cittadina viene data in custodia da Pio VII al marchese Casali Patriarca. Ancora oggi Cellere ha un'economia prevalentemente agricola dove la coltura preminente è quella dell'olivo, premiata dalla C.E.E con il riconoscimento D.O.C "Canino" per la qualità davvero pregiata dell'olio che se ne ricava.

DA VEDERE

CHIESA DI SANT'EGIDIO

Si tratta del monumento più importante della città e vanta nobili origini: é stato realizzato da Antonio da Sangallo il Giovane ed è un piccolo gioiello dell'architettura rinascimentale.Costruita tra il 1512 e il 1520 al centro di una piccola valle, vanta linee armoniche, snelle ed eleganti. La struttura, a Croce Greca, sorregge una grande cupola. Avvolta in tre facciate perfettamente uguali presenta, nel retro, un caratteristico abside. L'interno, perfettamente conservato, con un meraviglioso pavimento esagonale, é arricchito da numerosi affreschi del Cinquecento, di ottima fattura e di grande rilevanza storica e artistica.

EVENTI

Maggio: Festa della primavera. Località Parco del Timone;

Agosto: Agosto Cellerese

Settembre: Festa Patronale. S. Egidio

Novembre: Festa di S.Andrea

Come Arrivare

Da Roma: Prendi il G.R.A. ed esci sulla S.S. 2 Cassia V. verso Viterbo: prendi ora   la S.S. Martana  e prosegui fino a Valentano poi vai in direzione Canino: incontrerai dopo 7 chilometri le indicazioni per Cellere (138 Km);

Da Firenze: A1 verso Roma, esci a Fabbro e segui le indicazioni verso ls S.S. 2 Cassia; a San Lorenzo Nuovo prosegui seguendo le indicazioni per Montalto di Castro; sulla strada troverai lo svincolo per Cellere;

Da Perugia: sulla E45 verso Roma, svoltare per Viterbo-Orte; prosegui sulla superstrada poi vai in direzione prima di Siena e poi sulla S.S. Martana fino a Valentano poi vai in direzione Canino: incontrerai dopo 7 chilometri le indicazioni per Cellere (Km 124).

       

img53.gif (17649 byte) img54.gif (2558 byte) Francobollo ordinario appartenente alla serie tematica "Il patrimonio artistico e culturale   italiano" dedicato alla Chiesa di S. Egidio, in   Cellere (VT) capolavoro rinascimentale, eretta   intorno al 1512 su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane.

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